L’avvio dell’anno scolastico: la coerenza della FLC CGIL e l’incoerenza del governo

 

Lettera del Segretario generale FLC CGIL, Francesco Sinopoli, agli iscritti e alle iscritte, alle Rappresentanze sindacali unitarie (RSU) e a tutto il personale della scuola.

L’anno scolastico che sta per iniziare non sarà solo un anno difficile per l’emergenza epidemiologica, i cui sviluppi sono ancora imprevedibili, ma anche perché già si intravedono i segnali di riforme che, con il pretesto dell’emergenza, modificheranno nel profondo il nostro sistema educativo con forti e durature ricadute sul piano sociale, civile ed economico. Al tempo stesso nelle ultime settimane abbiamo assistito ad un attacco senza precedenti al sindacato confederale, alla CGIL e, nello specifico, alla FLC CGIL.

Data la problematicità e la rilevanza politica del tema, per spirito di trasparenza e lealtà, avvertiamo l’esigenza di rivolgerci direttamente agli iscritti della FLC CGIL, alle delegate e ai delegati, alle nostre RSU affinché possa emergere, con assoluta chiarezza e distinzione, la coerenza delle nostre posizioni, del nostro percorso rivendicativo e delle nostre conseguenti proposte.

L’attacco scatenato da settori del governo, da Confindustria, da alcuni intellettuali e sostenuto da una intensa campagna mediatica, su un tema tanto delicato quanto importante quale quello dell’obbligatorietà del green pass nei luoghi di lavoro a partire dalla scuola e della correlata controversia sulla gratuità dei tamponi antigenici o molecolari, risulta nei fatti destituito di fondamento, come del tutto pretestuosa appare la narrazione che vuole un sindacato schiacciato sulla sola difesa corporativa.

Questi i fatti

I) Green pass/obbligo vaccinale

Abbiamo chiesto fin da ottobre 2020 un canale prioritario per la vaccinazione del personale scolastico, nell’ambito di una campagna che chiedeva l’eliminazione dei brevetti sui vaccini e il 15 gennaio 2021, nell’Assemblea generale nazionale, abbiamo approvato un Ordine del giorno per chiedere, già al precedente governo, di rendere prioritaria la vaccinazione del personale della scuola e di tutti i settori della conoscenza. Questa scelta è stata inizialmente condivisa da governo e Conferenza delle Regioni e come sindacato siamo stati in prima linea nel difendere questa opzione anche nei momenti più difficili legati alla vicenda AstraZeneca. Oggi sappiamo che la scelta di vaccinarsi è stata condivisa dalla stragrande maggioranza del personale. Come abbiamo sempre sostenuto, occorreva andare avanti con la corsia preferenziale per le scuole, ben oltre il mese di maggio 2021, fino a raggiungere il maggior numero possibile di vaccinazioni.

Rammentiamo poi che l’articolo 32 della Costituzione offre al Parlamento la possibilità e la responsabilità di sancire l’obbligo vaccinale per legge. Non è certo un caso che lo stesso Presidente della Repubblica abbia scelto di intervenire nel dibattito pubblico. E nelle parole del Presidente Mattarella si ritrovano le analisi e le posizioni espresse dal sindacato, non solo sulla libertà come rispetto della comunità contro gli egoismi individuali, ma proprio sul tema dell’obbligatorietà del vaccino.

La CGIL è favorevole ad una legge sull’obbligo vaccinale nel rispetto dell’elaborazione scientifica oggi disponibile per arginare la pandemia e permettere il ritorno ad una vita in sicurezza. Stabilire quali siano gli strumenti più adeguati è un compito ch

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